Una Piccola Rana in Zona

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Lo “spirito della piccola rana” ha colpito l’immaginario (anfibio) collettivo. Dal Consiglio di Zona nel quale è stato presentato (07/11/11), il Comitato raccoglie pareri positivi su “The LITTLE FROG’S SPIRIT”, proposta utile per far nascere un’ampia riflessione, che è appunto solo iniziata in quella occasione, sul nostro “far Zona”. Il classico sasso nello stagno è stato lanciato .

Il “piccolo gruppo” è uno dei pilastri del Metodo ideato da B.P., che su piccole “bande” di ragazzi si basa fin da quando pensò di riunirli in Pattuglie.
Più volte poi intervenne anche a sottolineare il numero massimo di Esploratori da accogliere all’interno di un Reparto, a difesa d’una rete di rapporti

d’una inevitabilmente difficili da far crescere, col crescere dei numeri stessi . I tempi son certo cambiati, ma nulla vien tolto all’importanza che hanno, per ragazzi ed adulti, i momenti di lavoro con piccoli numeri di partecipanti. Lo scambio di idee ed il confronto trovano maggiori spazi, coinvolgendo meglio tutti. E le stesse verifiche esaltano, in tutti gli ambienti, professionali e non, questo genere di incontri. Da altri punti di vista poi, il piccolo gruppo vorrebbe essere, per quello che la sensibilità d’ognuno vuol cogliere, proprio uno “spirito”, un modo di lavorare diverso, un valorizzare meglio il lavoro quotidiano delle nostre Comunità, in un mondo nel quale, talvolta anche nel volontariato, è il grande evento che rischia di diventare il vero “fare” quotidiano. Per chi vuole intenderlo anche in questo modo, “piccolo gruppo” è sottolineare l’importanza delle piccole cose, maggiormente attenti “all’esser lievito” nelle nostre Comunità, più che “costruttori d’eventi”. Il grande evento ha la sua utilità, non deve mancare, ma non deve essere obiettivo prioritario. Gli stessi Capi Gruppo, in Consiglio, hanno richiesto una Zona “non eventificio” .

Tra i punti fermi usciti dagli stessi lavori, altri concetti hanno contraddistinto questa parte di confronto sul nostro “far Zona” oggi.

Che la Zona di Cagliari sia e rimanga unica non sembra ci siano dubbi, in Consiglio. Troppe le difficoltà che investono i nostri Gruppi, con diversi di loro in concreta difficoltà. E troppe le problematiche che riguardano Zone più piccole della nostra, tali da sconsigliare eventuali passi in quella direzione, nonostante lo sforzo compiuto da tanti di noi, in questi anni, nell’ipotizzare suddivisioni - gemmazioni, con applicazione e studio.

Anche il cambiamento da una Zona “Zonocentrica” ad una maggiormente “Gruppo –centrica”, di fatto già cominciato, è da gestire insieme, nel venire incontro anche alle richieste di “Zona leggera”, con un “calendario sostenibile”.

La “fluidità dei confini interni della Zona”, insieme alla ricerca di costruzione di maggiori ponti tra diverse Comunità Capi, Staff, Unità, Squadriglie, CDA , in un interscambio che sia un mix di tutti i concetti espressi nella proposta della piccola rana, offre poi, nel rispetto dei tempi e delle caratteristiche di tutti, lo stimolo a “creare legami” col maggior numero possibile di altri Scout, negli anni, rafforzando quella rete di attività comuni che creano Comunità e rafforzano le singole Comunità. Con i ragazzi sempre al centro della Proposta e senza “buttare tutto nel cestino” , ma migliorando quel che si ritiene debba esserlo e mantenendo tutto quanto c’è di buono.

Il nostro “far Zona”, nel confronto continuo e per quanto guidato da una piccola rana, sia sempre più ricco d’attività e sempre meno “stagnante”.

"Cra cra” a tutti

Maurizio Lamieri

(pubblicato su “La Bussola” del 13 gennaio 2012, col titolo “Spazio Rana”)