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Coraggio in Rete

L’ormai prossimo Convegno di Zona, potrebbe esser motivo , in un tuo sussulto di Formazione Permanente d’inizio Anno Scout, per riprendere in mano il numero 3/2013 di “Scout – Proposta Educativa”. Ha il titolo “Scout and the City”, ed è nato da alcune considerazioni importanti, su come il nostro Scautismo s’incarna in modi tutto sommato anche parecchio diversi, a seconda dei luoghi in cui lo pratichiamo.

E’ infatti proprio l’incontro col territorio che da - anche alla tua Comunità Capi – nella continua ricerca di migliorare la propria azione educativa, fonti inesauribili di studio e progettazione d’attività sempre nuove. Il tenere in conto quanto ci sta intorno, “rischia” infatti di far nascere collaborazioni tra il tuo Gruppo ed altre realtà ed associazioni, con le quali condividere un tratto importante di strada. La vera fregatura è poi nel fatto che di territorio certo ne parla o ne parlerà anche il Progetto Educativo del tuo Gruppo! Perché in effetti, quell’accidente di P.E. è strumento nato proprio per progettare l’educazione, con un’attenzione particolare a ciò che ti circonda, agli ambienti nei quali ci muoviamo.

E’inutile … Sei, siamo proprio chiamati ad interagire con una serie – se non infinita – spesso inizialmente inimmaginabile di ambienti educativi, di territori vecchi e nuovi!

Devi rassegnarti, metter da parte quel rassicurante terzetto “casa – sede scout – parrocchia”, che diventa, da solo, sempre meno avvincente, per noi e per i ragazzi! E provare a venir più coinvolti, come Comunità Capi, nella realtà che ci circonda, limpida o maleodorante che sia. Provando così a rispondere a quell’invito: essere sentinelle di positività. Ad aver coraggio, in definitiva, nell’affrontare in modo nuovo e profetico le difficoltà! “Coraggio”… Ma guarda, una parola che casualmente ci accompagnerà, anche come Associazione, fino (ed oltre) la Route Nazionale R/S 2014!

Nell’inserirci meglio nel nostro territorio, affronteremo certo diverse difficoltà. E’ palese che, ad esempio, che le Comunità Capi fan più fatica d’una volta, nel progettare più a lungo periodo. E’ difficile trovare un Capo cui affidare l’Unità per alcuni anni di seguito, i giovani partono spesso, per studio e purtroppo per lavoro, la precarietà è oggi concetto sempre meno astratto, anche in quella fascia di società che ieri si riteneva un tantino più serena, almeno economicamente. Vengono spesso meno i giovani Capi, che potrebbero creare un virtuoso ricambio per i meno giovani e dobbiamo diventare più attenti, nel cogliere i tanti, veloci cambiamenti, come cittadini e come Scout. Dobbiamo affinare le nostre capacità di coinvolgere i giovani stessi ed anche qui … Avere il coraggio di renderli maggiormente protagonisti, in un Metodo che del condurre da soli la propria canoa, fa un cardine.

Parrocchia, Oratorio, centro e periferie, luoghi di ritrovo e cittadinanza attiva … Rete. In una parola: rete!

L’AGESCI ai vari livelli dialoga, collabora con un’immensa rete di soggetti, ha firmato protocolli d’intesa, avviato collaborazioni … Anche partendo da questi spunti, dal lavoro fatto in Regioni, Zone, nei Gruppi accanto, puoi trarre idee e suggerimenti per proporre in Comunità Capi d’ampliare la vostra, di rete, per una maggior crescita dei Capi! Per le Prede dei Lupetti, l’Avventura nuova, magari dietro casa, della Squadriglia, il Servizio, il Capitolo del Clan. Con le attenzioni dovute a non esser poi impegnati in troppi fronti ed al mantenere sempre il primato dell’educazione, al quale dobbiamo dedicare la gran parte del nostro impegno.

Insomma: fare rete è una sfida! Se vogliamo “produrre cambiamento culturale nella società”, capita di rendersi conto che da soli non si arriva facilmente, anzi. Potresti anche tu ritenere indispensabile, allora, cercar di rafforzarla, questa rete, che cerchi d’ottimizzare gli sforzi tuoi e della tua Comunità, per cercare di lasciare un segno, col nostro Stile.

Ma per tutto questo, dirai, vecchia volpe, se hai letto fin qui: “chi ha il tempo?”. Ecco, il tempo ... Università ed ambienti lavorativi sembrano fagocitarlo quasi tutto … Forse anche il tempo, è un “territorio” nostro, da curare, nel quale si sviluppano le nostre motivazioni vere, la nostra crescita, come Capi, come uomini e donne, come lavoratori, come padri e madri …? I calendari sono forse un po’ da alleggerire, magari dobbiamo tentare d’essere meno dispersivi, nei nostri incontri, ma credo che soprattutto dobbiamo cercar di cambiare il nostro modo di “seguire la corrente” di questo mondo. “Questo è proprio fuori!”, starai anche pensando. Probabile, aggiungo io. Certo è che cercare di non esser sempre trascinati (perché poco poco lo siamo tutt’e due) in una condizione d’eterna rincorsa di chissà cosa, magari aiuta … Valorizziamo il tempo, studiamo il tempo, anche nella nostra Comunità, dedichiamolo alle cose più importanti. Anche il tempo si può percepire allora, come componente essenziale di quella rete che è il territorio, che sono poi i rapporti con le persone, più o meno vicine a me.

Anche (e forse oggi, soprattutto) il tempo, da dedicare alla mia crescita, da dedicare agli altri, con l’aiuto del Buon Dio, diventa parte importante del nostro percorso, della nostra rete, delle nostre “Strade di coraggio”.

Buona Strada

Maurizio Lamieri – ottobre 2013