Incontro Nazionale SConfini

Carissimi,

Quando i nostri IIRR ci hanno proposto di partecipare al convegno sconfini ci siamo detti... " Oh no! Un altro impegno, un'altra cosa da fare, da incastrare..." Ma poi, una volta arrivati là abbiamo subito cambiato idea.

Fin dal lancio, fatto a Gorizia proprio sulla piazza a cavallo del confine, un piede in Italia e uno in Slovenia, già di per sé un'esperienza indimenticabile, fino alle esperienze vissute in piccoli gruppi in giro per la città di Trieste, tutto è stato toccante e significativo e ne siamo tornati più ricchi, più consapevoli e sicuramente entusiasti. Anche le sessioni di condivisione e di studio sono state pregnanti grazie anche al contributo di esperti.

Queste sensazioni, noi fortunati che le abbiamo vissute, vorremmo provare a trasmetterle per condividerle con quanti più possibile di voi.

L'area metodo ci propone un breve questionario come traccia di lavoro per un’attività di CoCa. E’ molto importante, per la crescita della nostra Associazione, dedicare un po’ del nostro tempo a rispondere alle domande dopo averne discusso in CoCa: è infatti ragionando sulla nostra identità che possiamo interrogarci e capire quanto la nostra azione educativa sia incisiva nei confronti dei nostri ragazzi e del nostro territorio.

Nelle nostre intenzioni questa attività dovrebbe essere propedeutica al convegno regionale durante il quale ci piacerebbe far vivere anche a voi delle esperienze analoghe a quelle che abbiamo vissuto noi fra Gorizia e Trieste e che tanto ci hanno toccato.

Poiché i temi dell'accoglienza e dell'inclusione sono i temi cardine del nostro nuovo Progetto Nazionale, siamo certi che vorrete accogliere con entusiasmo la nostra proposta portando tutti il vostro prezioso contributo e considerandola come una valida opportunità di crescita e di confronto nelle Co.Ca. e in regione.

Il risultato sarà sicuramente utile per proseguire la nostra riflessione su temi così scottanti e attuali sia come regione che come Associazione.

A tutti auguriamo buona strada e buon lavoro

Ivana e Luigi

 


Alle Comunità Capi

Carissimi,

il prossimo novembre si terrà a Roma il seminario "SConfini - tra radici e identità". Un momento in cui l’Associazione si ferma per raccogliere le idee e comprendere le istanze di questo tempo, un’occasione in cui vogliamo parlare della ricostruzione della nostra identità: dove l’UOMO ‐ il Religioso, il Cristiano, il Capo ‐ può arrivare per capire qual è il bene che vogliamo, il nostro modo di fare il bene, per comprendere la nostra identità; per affrontare la diversità è necessario chiarire chi siamo noi e rileggere la propria esperienza alla luce del bene.

Il seminario, tappa di una cammino che si inserisce con pienezza nel nuovo Progetto Nazionale e che ci vedrà arrivare insieme al Convegno nazionale di Catechesi del 2013, ha l’obiettivo di osservarci, con spirito critico e costruttivo, cercando di cogliere gli aspetti da migliorare o da valorizzare nell’essere Capi oggi, nell’ottica delle nuove sfide che ci aspettano.

Vi prenderà parte una delegazione regionale che avrà il compito di portare la vostra voce e per questo vi chiediamo di spendere il tempo di una riunione di Co.Ca. per rispondere alle domande che vi poniamo e che saranno spunto di riflessione per il seminario.

Riteniamo importante che in questo percorso le Comunità Capi abbiano l’opportunità di partecipare in prima persona alla realizzazione dei contributi del seminario perchè attraverso questo confronto possiamo non solo migliorare la nostra proposta, ma far sì che le nostre azioni siano sempre più frutto di un lavoro pienamente condiviso.

Ogni ulteriore contributo sarà ben accetto. Vi preghiamo di avere come riferimenti per la raccolta del materiali i vostri ICM regionali.

Vi ringraziamo anticipatamente per il contributo che fornirete all’Associazione e vi salutiamo calorosamente.

Daniela e Ferri

Incaricati nazionali al coordinamento metodologico

 


Questionario

Capo scout: quale uomo dell’incontro?

Gruppo scout: quale gruppo di confine?

L’AGESCI: quale cammino di apertura?

1. Le radici producono la struttura della nostra personalità, ma sono poi i rami con i fiori, le foglie e i frutti ad esprimere la nostra identità. Noi siamo la nostra storia come persone, la nostra identità è stata costruita dalle relazioni che abbiamo vissuto, come le abbiamo vissute e quanto queste ci hanno permesso di sentirci amati e valorizzati. Ora anche noi andiamo ad influire sulla costruzione della personalità dei nostri figli e dei ragazzi che educhiamo e possiamo contribuire ad un cambiamento per spostare il modello delle relazioni verso quel modello originario in cui il bene prevalga, in cui i bisogni delle persone siano al primo posto, in particolare il bisogno di essere amati che noi coniughiamo nella relazione capo-ragazzo e il bisogno di essere validi che noi coniughiamo con il metodo scout che nella sua realizzazione non può non costruire quell’autostima, quel senso di autoefficacia, quella fiducia in se stessi di cui i ragazzi hanno forte necessità. Siamo ancora capi scout perché abbiamo incontrato capi scout che ci hanno ascoltati, amati e valorizzati o se non li abbiamo incontrati proprio per permettere ai ragazzi di oggi di incontrarli in noi, perché i nostri bisogni profondi di quando eravamo ragazzi sono gli stessi bisogni profondi dei nostri ragazzi di oggi.
Allora possiamo dire che quelle relazioni vissute o desiderate orientano il nostro modo di vivere le relazioni oggi con i nostri ragazzi ma anche con tutte le persone che incontriamo.
Esiste allora un atteggiamento relazionale che ci identifica, che ci qualifica, che ci contraddistingue a livello personale come capi scout e che si esprime all’interno e all’esterno dell’associazione e che si evidenzia in quella fascia di confine nella quale incontriamo gli altri?

Posso tradurre la mia riflessione completando questa frase: “Sono un adulto che nelle relazioni interpersonali si impegna ...

La mia identità personale e di capo scout si manifesta:

A livello di fede mediante ...

A livello scout mediante ...

A livello politico mediante ...

 

2. Noi siamo la nostra storia come gruppo scout locale, la nostra identità non è come quella di altri gruppi scout, noi abbiamo la nostra peculiarità, la nostra impronta personale, in quanto dipendiamo dalle persone che hanno costituito il gruppo e dal tipo di orientamento che hanno dato. Possiamo ripercorrere le tappe più importanti, gli avvenimenti e le scelte fatte per cogliere il tipo di impronta che abbiamo lasciato, l’impronta con i suoi limiti, perché essa non è una fotografia del piede ma una traccia, un segno. Non è importante che un gruppo scout realizzi tutte le risorse dello scautismo, ma che lasci una traccia positiva del suo passaggio nella costruzione del bene comune. Proviamo a fare una sintesi macroscopica del nostro percorso di gruppo e cogliere i cambiamenti nel nostro ambiente grazie alla presenza degli scout. Chiediamoci quale segno o segni abbiamo lasciato come gruppo nel nostro paese-quartiere negli anni di servizio ai ragazzi. Condividiamo con la Co. Ca. la nostra riflessione.

Traduciamo la condivisione completando questa frase: ”Come gruppo scout , nella costruzione del bene comune del nostro paese-quartiere ci contraddistingue e qualifica un atteggiamento di ...

e/o un impegno di ...

e/o una testimonianza di ...

La nostra identità di gruppo scout si esprime particolarmente:

A livello di fede mediante ...

A livello scout mediante ...

A livello politico mediante ...

 

3. Noi siamo la nostra storia come AGESCI e ci differenziamo dalle altre associazioni scout, le tappe che ci hanno costituito ci hanno anche caratterizzato a livello nazionale ed internazionale. La costruzione del bene nel mondo vede operare tanti gruppi; vicino a tanto male organizzato, vi è anche tanto positivo strutturato, che opera progettualmente con un intento comune. Viste dalla vostra Co. Ca. quali sono gli elementi caratteristici del contributo a questa costruzione del bene che la nostra associazione ha dato e potrà dare al movimento dell’umanità?

Traduciamo la condivisione in Co. Ca. completando questa frase: ”Lo scautismo, ed in particolare l’Agesci ha contribuito e può contribuire attraverso il servizio educativo alla costruzione del bene comune in particolare mediante ...

La nostra associazione scout quale segno è nella costruzione del bene comune:

A livello di fede mediante ...

A livello scout mediante ...

A livello politico mediante ...

 

Grazie per il vostro contributo