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Le News dal Consiglio Generale 2013

in attesa della pubblicazione degli “ATTI”


AREA FORMAZIONE CAPI

MODIFICHE AL REGOLAMENTO

Percorso formativo Capi Gruppo

Di seguito gli articoli del Regolamento approvati dal Consiglio Generale 2013:

ARTICOLO 64 – FORMAZIONE DEI CAPI GRUPPO

L’Associazione, riconosciuta la centralità della figura del capo gruppo, propone un percorso di formazione “Al” ruolo e “Nel” ruolo strutturato in tre distinte occasioni:

  • 1^ occasione: incontro tra capi gruppo gestito dalla Zona, con l’obiettivo di individuare e leggere i bisogni formativi;
  • 2^ occasione: Campo per Capi gruppo, organizzato dalla Fo.Ca. regionale, a livello regionale ed interregionale, sul modello unitario nazionale, per favorire la formazione “Al” ruolo di capo gruppo, allo scopo di qualificare il servizio di animatore di adulti preferibilmente all’inizio del loro mandato. La Formazione capi nazionale coordina contenuti e le modalità dei campi Capi Gruppo;
  • 3^ occasione: momenti ricorrenti di formazione “Nel” ruolo su tematiche legate ai bisogni individuati durante il primo incontro e su argomenti inerenti, gestito/i dalla Zona in collaborazione con la Fo.Ca. regionale.

ARTICOLO 64 bis – FORMAZIONE DEI QUADRI

La Formazione Capi Nazionale, coordinandosi con il livello regionale, propone percorsi di supporto alla formazione dei Quadri allo scopo di qualificarne il servizio.

In particolare:

  • Realizza, su richiesta di livelli associativi locali, percorsi formativi a domicilio (ad esempio per consigli regionali, Responsabili di Zona, Incaricati di Branca di Zona …);
  • Promuove il dibattito associativo su ruolo e funzione dei Quadri;
  • Verifica periodicamente la rispondenza delle azioni attuate.


AREA METODOLOGICA EDUCATIVA

La “Valorizzazione” delle attività dei Settori a supporto delle Branche e della Formazione Capi

RACCOMANDAZIONE: al Comitato Nazionale e al Consiglio Nazionale

  • Vengano ulteriormente e meglio sviluppati i tempi da dedicare alla programmazione condivisa al fine di favorire pieno attributo agli Incaricati eletti nell’ambito del Comitato Nazionale assieme alle Branche;
  • Sia favorita ulteriormente la collaborazione tra Branche e Settori;
  • Sia valorizzata l’attività dei Settori nella funzione di Osservatorio permanente, nell’interesse delle Branche e della Formazione Capi.

La Commissione verifica dell’attività svolta dai Settori.


SETTORE PROTEZIONE CIVILE

Con l’ approvazione del “Protocollo Operativo dell’AGESCI per la Protezione Civile” è stato fatto il primo passo per l’adeguamento dell’Associazione alle nuove prescrizioni in materia di sicurezza per i volontari della Protezione civile.

Il prossimo passo, dopo la pubblicazione degli “Atti del Consiglio Generale 2013”, sarà quello dell’incontro dei Presidenti del Comitato Nazionale, dell’Incaricato Nazionale della P.C. , dei Responsabili Regionali e degli Incaricati Regionali della P.C. con le “Istituzioni” della Protezione Civile.


REGOLAMENTO METODOLOGICO

Armonizzazione del Regolamento Metodologico

La mozione 48/2011 dava mandato:“...al Comitato nazionale, attraverso gli ICM, in collaborazione con gli Incaricati Nazionali alle Branche, di operare una rilettura integrale del regolamento metodologico per armonizzare l’intera stesura degli articoli entro il Consiglio generale 2013.”

La rivisitazione dell’ordine dell’articolato trovava le sue motivazioni nel:

  • continuo rimaneggiamento dello stesso
  • nella recente approvazione del regolamento di Branca R/S
  • nella sovrapposizione che si può generare tra Patto Associativo, Statuto e Regolamento,
  • nell’uso stesso dei termini e della collocazione dei vari argomenti, in particolare tra contenuti ed elementi, tra scelte ed elementi.

Il Consiglio Generale 2013 ha approvato il testo del “Regolamento Metodologico Interbranca”, come proposto nella bozza esaminata dalla Commissione Reg. Metodologico, con la modifica della struttura dell’indice dello stesso.

La Commissione Regolamento Metodologico ha dato altresì mandato al Comitato Nazionale di:

  • assumere la nuova struttura elaborata;
  • approfondire la riflessione relativa alla più appropriata collocazione dell’art. 34 (Relazione educativa nel metodo scout);
  • procedere alla riscrittura dell’art. 36 (Esperienza e Interdipendenza tra pensiero ed azione);
  • condividere con gli Inc. Regionali alle Branche e gli ICM Regionali tutto il percorso effettuato ad oggi.


RELAZIONE DEL COMITATO NAZIONALE

In merito al punto della relazione presentata dal Comitato Nazionale, riguardante le Comunità Capi, la Commissione sulla Relazione:

Considerati:

  • I tempi di precarietà estrema, che ci chiedono di conciliare i percorsi classici delle Co.Ca. con percorsi di vita delle Comunità Capi alquanto fluidi ed instabili dei Capi;
  • I tempi di adultità estremamente ritardata e di presunta fragilità dei capi;
  • Il significativo turnover associativo che ci interroga su come sia possibile garantire all’interno della Co.Ca. e degli staff quel trapasso di nozioni che è stato naturale per un lungo periodo;
  • Questi tempi complessi in cui fare il Capo educatore è molto meno facile che in passato, perché richiede molteplici attenzioni, competenze e conoscenze;
  • Questi tempi di scarsità di risorse, in cui le Co.Ca, sono ridotte all’osso, tanto che spesso è a rischio l’apertura stessa dei gruppi;

ha “Impegnato il Consiglio Nazionale”, con il supporto delle Regioni, ad iniziare un percorso di analisi sullo stato di salute di queste, con la raccolta di dati e di informazioni, e sul ruolo del Consiglio di Zona a supporto delle stesse. A riferire sullo stato di avanzamento dei lavori al Consiglio Generale del 2014.


CHIAMATE AL SERVIZIO

Sono stati chiamati al Servizio:

  • Incaricato Nazionale alla Formazione capi: Mario Padrin
  • Incaricata Nazionale alla Branca L/C: Daniela Sandrini

Buona Strada

Francesco Caocci

(Consigliere Generale)