Il San Giorgio visto dalla Squadriglia Cigni del Cagliari 4

27-28-29 Aprile 2012.

Abbasanta, Base di San Martino.

 

Un pullman zeppo di persone, decine e decine di zaini accatastati nel portabagagli, fazzolettoni di tutti i colori, e poi il rombo del motore che parte.

Dopo mesi di preparazione e attesa, pochi giorni dopo aver realizzato la loro impresa (riverniciare i muri imbrattati di una scuola), sotto il caldo sole del primo pomeriggio, era così cominciato per la Squadriglia Cigni del Ca4 (così come per molte altre) il San Giorgio di quest'anno.

Emozione, curiosità, voglia di dare finalmente il via a quella nuova avventura... tutto frullava dentro di loro come impazzito, generando un quasi involontario e perenne sorriso sulla piega dolce delle loro labbra. Quelle nuove si dividevano fra chi rimaneva un poco dubbioso e non totalmente convinto di ciò che stava andando a fare e chi invece sembrava non stare più nella pelle dalla contentezza. Le altre, più grandi, in realtà non erano da meno. Ma d'altronde un evento simile, che accade una volta l'anno, non può lasciare indifferente proprio nessuno. Uscite e raduni vari possono anche essere tanti, tantissimi, ma di San Giorgio ve n'è uno solo. E che altro si può fare se non goderselo fino in fondo sin dal primo secondo?

Ehm, sì, certo.

Ad onor del vero, bisogna dire che, una volta visto in che razza di posto si sarebbero dovute accampare, forse aspettandosi un meraviglioso “Lago dei Cigni” (?) e rimanendo non poco deluse dal non averlo trovato, l'allegro umore delle donzelle subì un calo radicale. Ingiurie che volavano a destra e a manca, commenti poco carini riguardo a quell'idiota che aveva deciso di fare lì un S. Giorgio, sussurrate maledizioni alle troppe erbacce e ai giganteschi meteoriti che avevano preso il posto delle normali pietre, e cose così.

Inutile dire che già all'ora di cena si erano dimenticate tutto e d'un tratto di dove avessero piantato la tenda, ai cari Cignetti, importava poco e niente. Sarebbe potuta essere persino sulla cima dell'Himalaya, o già che ci siamo in testa all'abominevole Uomo delle Nevi: non sarebbe cambiato un'emerita ceppa; sarebbero comunque rimaste allegre e gioiose come le caprette di Heidi. Ah, le donne, che creature meravigliose!

Non vi dico poi il giubilo quando si entrò nel vivo del S.Giorgio e i giochi si rivelarono tremendamente coinvolgenti e divertenti, a dispetto di chi credeva che con un tema del genere gli organizzatori sarebbero riusciti a tirar fuori solo un'enorme, gigantesca noia mortale.

Così, tra attività varie, fuochi che non si accendevano, gavette che sparivano, un prete che durante una delle più originali omelie mai sentite aveva spudoratamente tessuto le lodi di Bob Marley (è un complimento, eh!) e i momenti di adorazione della bellissima caciotta bianca della caposquadriglia, i tre giorni passarono veloci e - ahimè - arrivò troppo presto il momento della cerimonia di chiusura e della premiazione della sq. vincitrice.

Ma... colpo di scena! Ci sarebbe stato un vincitore per ogni sottocampo, e tra quei i quattro fortunati prescelti sarebbe stato selezionato il vincitore dell'intero San Giorgio. Altre tre squadriglie avrebbero avuto il loro piccolo momento di gloria!

Tutto okay, se tra i vari sussurri e i “vuoi calmarti, per la miseria, tanto non abbiamo vin...”, il Kublai Khan o chi per lui non avesse gridato qualcosa che assomigliava decisamente e senza alcun margine di errore a “Cigni Ca 4!”. Nessun infarto? Nessuno svenimento? Nessun urletto isterico?

Ebbene sì, signori miei: i nostri amati (?) Cigni erano la squadriglia migliore del sottocampo Cobalto (che no, non è un Pokemon)!

Indubbiamente, quando si schierarono davanti allo Staff, guidone in mano, pancia indentro e petto infuori, per fare l'urlo, dentro di loro stavano già dando un mega-party, indicendo una parata e ballando la samba. Certo non se lo aspettavano, questo è poco ma sicuro.

Poi le loro voci che gridavano fiere, e due mani che consegnavano alla caposquadriglia una veste azzurra. Poi i saluti, gli abbracci, e infine di nuovo il pullman, diretto a casa, lontano da quel luogo, dai quei tre giorni di giochi e fatica, da quel San Giorgio. Un po' di tristezza si sedette con loro sui sedili morbidi, e le seguì ancora per un po', per poi dileguarsi chissà quando tramutata in un "arrivederci all'anno prossimo".

Buona Caccia

la Squadriglia Cigni del Cagliari 4