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Due Interviste a Valeriano Cinquini

sullo Scoutismo Clandestino e sul Fascismo

Volpi Capoterra 2

Partendo dal fascismo in generale ci ha raccontato che non si poteva andare in giro senza avere sempre gli occhi dei soldati puntati addosso, poi per esempio per comprare la roba da mangiare, venivano dati dei cartellini che indicavano precisamente cosa dovevi comprare, e soprattutto le dosi per evitare che la gente comprasse più roba di quanto ne avesse bisogno, tutto tranne la frutta e la verdura, infatti c’erano molte persone che andavano a comprare nel mercato nero. Poi ci ha parlato dell’addestramento dei balilla, lui ha partecipato personalmente, è stato prima figlio della lupa e poi balilla moschettiere, ci ha detto che erano severissimi, gli insegnavano a usare il fucile, facevano scherma per essere bravi con la spada ecc ecc era un’addestramento tipo quello militare. Lui se ne andò quasi subito perché erano troppo severi, e dato che non era obbligatorio ha preferito lasciare, infatti non ha mai partecipato a un ducs, che erano i campi che facevano i balilla. Ci ha raccontato dello sfollamento, che anche lui ha subito, In quel periodo abitava a Sassari, e nel 42 il padre l’ha mandato con la mamma a Firenze, perché essendo una città d’arte non poteva essere bombardata. La gente circolava pochissimo e c’era il coprifuoco alle 21.00. Valeriano è tornato in Sardegna nel 44, il viaggio è stato lungo, è andato prima in autocarro fino ad Assisi e come se fosse un campo di concentramento li controllarono e poi gli ammassarono come bestie tutti assieme uomini, donne e bambini. Poi da assisi andarono in autocarro fino a Roma, in quel tragitto vedevano i cannoni , i carri armati e tutti i mezzi da guerra, poi da Roma a Napoli in treno dove vennero vaccinati, e poi a Cagliari, che ormai era quasi completamente ricoperta di macerie. La cosa migliore di quel periodo è che funzionava tutto bene,i treni erano sempre in orario,i giornali dicevano le cose esenziali ecc insomma era tutto organizzato bene. La cosa più brutta invece è che i fascisti erano rigidissimi, c’erano molti arresti e violenza sulle persone che si opponevano al regime, infatti sui muri dei palazzi venivano scritte alcune frasi di mussolini, come”CREDERE,OBBEDIRE,COMBATTERE” oppure”LIBRO,MOSCHETTO,FASCISTA PERFETTO”. Per quanto riguarda lo scautismo, era totalmente vietato, precisamente dal 28 al 45. Però c’era un gruppo, le AQUILE RANDAGE (Monza e Milano) che avevano continuato a fare attività e, essendo vietatissimo uscire in uniforme, facevano tutto di nascosto: per esempio per fare i campi uscivano vestiti normalmente, cercavano un posto isolato e una volta arrivati sul posto si mettevano l’uniforme, facevano l’alza bandiera, montavano le tende e facevano il fuoco di bivacco. In ogni famiglia c’era un “controllore”, era una persona fascista che controllava tutto quello che succedeva nella casa, la gente che entrava e cosa andava a fare. Se i fascisti quando entravano nelle case vedevano oggetti scout li facevano togliere, e se quando tornavano c’erano ancora non la passavano liscia. Nel 40 quando scoppiò la guerra alcuni scout fondarono l’ “O.S.C.A.R.” (organizzazione scautistica cattolica aiuto rifugiati) che aiutava le persone che non volevano allearsi con la repubblica socialista a fuggire di nascosto in altri paesi, facendo per esempio documenti falsi. Nonostante lo scautismo fosse vietato, gli scout non si sono mai arresi, perché erano convinti che LA FORZA DELL’IDEALE VINCE SU QUALSIASI ALTRA FORZA.

Un grande ringraziamento per il suo contributo a Valeriano Cinquini!

Buona Caccia

Squadriglia Volpi - Capoterra 2 Reparto Lilliput

 

 


 

 

Tigri Selargius 1

tigriSelValeriano

Cosa ci può dire dello scoutismo durante il fascismo?

“Lo scoutismo nacque nel 1907 e continuò a fiorire in Italia sino al 1922, quando la dittatura fascista fece sciogliere tutti i Riparti ( branco, reparto e clan). Nel 1927 furono vietate tutte le associazioni ma rimase solo l’ASCI (associazione scoutistica cattolici italiani) in paesi molto popolati. Nel 1928 fu chiuso anche l’ASCI. Si continuò clandestinamente a Roma nelle cantine del palazzo Venezia e a Milano e Monza come Aquile Randagie.”

Da chi erano formate le Aquile Randagie?

“Erano formate da circa venti persone, eccone alcune:

 

  • Giulio Cesare Uccellini (Kelly)
  • Don Andrea Ghetti (Baden)
  • Vittorio Ghetti (Cicca-Volpe Azzurra)
  • Binelli (Aquila rossa)
  • Fracassi (Sparviero del Mare)
  • Arrigo Luppi (Morgan)
  • Emilio Luppi (Buck)
  • Don Aldo Mauri (don Aldo).”

Quanto tempo durarono e dove facevano le loro uscite?

“Durarono per circa 20 anni, dal 1928 al 1945. Nacque anche il branco e il clan e le uscite venivano fatte in Val Codera.”

Avevano un fazzolettone?

“Si, era uguale sia a Milano e sia a Monza, il colore era nero e verde.”

Che cos è l’OSCAR?

E’ un’associazione che creò Don Andrea Ghetti e significa Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati, l’obbiettivo era di far espatriare ebrei ecc. in Svizzera.

Qualche aneddoto della sua esprienza scout?

“Ad esempio, ad una uscita per lavarci avevamo un ruscello vicino e per poter prendere l’acqua dovevamo spaccare uno strato di ghiaccio”

“Nel ’51 ero nel Firenze 1° e feci un campo sulle Dolomiti. Si faceva a turno: alcuni andavano a fare delle escursioni e altri rimanevano nel campo. Si faceva in coppia e un giorno toccò a me e al mio compagno, dovevamo fare il giro della valle e rientrare all’imbrunire. Ad un certo punto uscimmo fuori dal sentiero e trovammo una grande lastra di pietra e non si poteva passare, c’era solo un punto libero, ovvero il ghiaione, allora prendemmo coraggio e la oltrepassammo.”