Don Alberto, auguri per il tuo nuovo incarico!

Leggiamo e apprendiamo dall'Unione Sarda del 7 Settembre 2012 della nuova avventura che vedrà protagonista don Alberto Pistolesi, nostro fratello Scout e attuale parroco di Santa Barbara a Senorbì.

Da parte della Zona di Cagliari va a don Alberto il più sentito Buona Strada per l'avventura che lo vedrà protagonista! Siamo anche vicini nella preghiera a don Alberto in questo momento di cambiamento, dove rispondere "Eccomi, faccio del mio meglio per essere pronto a servire" sicuramente non è semplice, ma è necessario!

Siamo certi che la comunità di Senorbì, dopo un primo momento di normale scoraggiamento, saprà fare tesoro del dono che ha avuto in questi 2 anni e il nuovo parroco saprà certamente trarre beneficio nel terreno fertile che don Alberto sta lasciando.

Una preghiera va anche a Monsignor Miglio, in questo periodo dove sta approntando i primi cambiamenti del suo servizio episcopale in diocesi!

pistolesi

SENORBÌ. Ieri durante la messa serale il parroco ha annunciato il suo addio

Don Alberto, resta con noi

Amministratori e famiglie: non deve andar via

I ragazzi dell'oratorio hanno raccolto mille firme nel tentativo di trattenere don Alberto a Senorbì. Anche il sindaco Carta ha scritto una commovente lettera al vescovo.

I giovani di Senorbì non avevano mai pianto tanto. Sono soprattutto loro, i ragazzi, i più tristi perché dovranno salutare don Alberto Pistolesi, parroco di Senorbì, dopo appena due anni. Le nomine dei parroci saranno ufficializzate solamente il 20 settembre, ma don Alberto sarà di sicuro coinvolto nell'annuale vortice di trasferimenti dei sacerdoti. È stato lui stesso a comunicarlo, ieri sera durante la messa, ai fedeli: «La Chiesa non è una nave da crociera, ma è un peschereccio, noi siamo pescatori e dobbiamo seguire la volontà del Signore». Poi è stato ancora più esplicito: «Il vescovo mi ha comunicato che sarò coinvolto nei trasferimenti, volevo che lo sapeste da me e non da un sito internet o da un articolo sul giornale». Ma ormai non era più un segreto per nessuno.

 

L'ADDIO Si sa di certo che a don Pistolesi verrà affidato un prestigioso incarico in Diocesi dal nuovo vescovo di Cagliari, monsignor Arrigo Miglio. Una promozione, certo, che però vorrebbe dire lasciare la parrocchia Santa Barbara dopo appena due anni. I ragazzi del Gruppo giovani e dell'Oratorio mercoledì sera si sono dati appuntamento nei locali della Parrocchia e hanno scritto una lettera indirizzata all'Arcivescovo pregandolo di «non trasferire don Alberto». In meno di un'ora sono state raccolte quasi mille firme da allegare alla lettera. In serata giovani e meno giovani hanno invaso il teatro comunale e hanno dato vita a un'assemblea spontanea. Sebastiano Dessì, presidente del Comitato Sant'Antioco 2012, ha parlato per primo: «Non siamo qui per fare una rivoluzione, ma vorremmo comunque che lo splendido lavoro svolto da don Alberto per il bene della nostra comunità non venga interrotto così presto».

 

LA PREGHIERA Monsignor Miglio non riceverà solo la lettera dei ragazzi, ma anche un'analoga richiesta scritta dal sindaco Walter Carta a nome dell'intera amministrazione. «Non avevo mai conosciuto nessuno capace a entrare nei cuori delle persone come il nostro giovane parroco», ha detto il sindaco Carta. «Sappiamo che don Alberto non è di nostra proprietà, ma la comunità ha tanto bisogno di lui». Parole confermate dai giovani animatori Massimo Caria, Claudia Erriu e Isabella Dessì: «Questo per noi è un momento molto difficile». Mentre in edicola, nell'oratorio, nei bar e nei negozi va avanti la raccolta firme per trattenere il parroco a Senorbì, don Alberto dal suo pulpito chiede a tutti di «pregare e lasciar perdere certe iniziative». Ieri sera, al termine della predica, il giovane sacerdote ha detto: «Le proteste le fanno i sindacati e spesso senza ottenere nulla, ho la sensazione che questa storia stia un po' sfuggendo di mano a tutti». Dopo aver ricordato l'obbligo all'obbedienza dei sacerdoti ha aggiunto: «Questo modo di agire non aiuta la comunità, non fa bene al sottoscritto e di sicuro non agevola il difficile compito del vescovo che è quello di governare la Diocesi».