#Route di #Pasqua del #Cagliari9 #LaCollina

Il Clan del Cagliari 9 vuole condividere con noi l'esperienza fatta durante la loro Route di Pasqua, che può essere uno stimolo per le nostre attività R/S

Route di Pasqua a “La Collina”

Immagina, di fare esperienza con una comunità di ragazzi un po’ particolari, ai quali si è data una seconda possibilità, facendo servizio fianco a fianco a loro, magari vivendo la semplice spiritualità del triduo Pasquale in stile Taizé, il tutto potendo fare anche un po’ di strada attraverso la meravigliosa campagna in piena fioritura primaverile tra le colline del Parteolla . . .

Puoi!

Quest’anno il Clan/fuoco Fenix del Cagliari 9 per celebrare la salita al clan del suo numeroso noviziato, ha voluto fare un’esperienza importante, che ha lasciato già il segno per le risonanze che ha generato, ospite della comunità “La Collina” di Don Ettore Cannavera, a Serdiana.

Innanzitutto la “comunità”, anzi Le comunità, i ragazzi della Collina, la nostra ed il Clan Destino del Guspini 1; tutti ragazzi diversi per provenienza e trascorsi di vita, ma nella sostanza molto simili, che, come hanno verificato loro stessi, “... abbiamo capito veramente quanto sia importante dare una seconda occasione alle persone e questo lo si può fare trasmettendo loro gioia allegria e vivacità, non lasciandoli abbandonare a loro stessi ma aiutandoli ...“ (Gloria), al di là di ogni pregiudizio. Ed il pregiudizio, proprio il tema del capitolo sul coraggio che stiamo affrontando per la route nazionale, si è rivelato inaspettatamente ancora un volta perché “... è sempre difficile da rimuovere, ma questo è pur sempre un passo in avanti...quest'esperienza ha sicuramente aiutato sia il nostro clan che i ragazzi della Collina" (Andrea). Ed inoltre abbiamo visto che “... questi ragazzi e tutti i collaboratori ci hanno dato il senso di comunità che noi stavamo cercando” (Elisabetta).

02

Vi è stato tempo anche per il “servizio”, quello che abbiamo fatto nell’azienda agricola, risultato magari “ ... più leggero delle aspettative, ma comunque bello perché fatto tutti insieme, noi scout e i ragazzi della Collina ...“ (Agnese); ma soprattutto quello ricevuto, fatto dalla comunità di Don Ettore nel silenzio e con uno spirito di accoglienza esemplare, tanto che a volte ci si è sentiti “.... serviti e riveriti che potevamo soltanto ricambiare aiutandoli nelle piccole cose che rimanevano” (Daniele). Da cosa nasce cosa ....

Lo stesso Don Ettore ha poi saputo coinvolgere i ragazzi in celebrazioni (il triduo Pasquale) solitamente ostiche, rileggendole sapientemente alla luce dell’esperienza giornaliera appena vissuta, nell’essenzialità dei gesti e lasciando molto spazio alla meditazione personale; tanto che “... a volte fa anche bene uscire dagli schemi e vivere la spiritualità in modo diverso ...“ (Gloria) e questi “... momenti di fede erano molto leggeri ma non per questo meno profondi...è stato molto utile, ci ha fatto vedere la settimana santa da una prospettiva diversa, più personale e vicina” (Andrea).

03

Infine la strada, tipica del roverismo, fatta camminando attraverso paesaggi affascinanti che ispirano “ ... fra sè e sé, a riflettere molto, e credo sia servita un pò a tutti ...“ (Emmanuela) ma anche dalla suggestione assaporata nell’insolita combinazione di moderni metro, vecchi trenini e piccole stazioni semi dimenticate. Insomma, un’esperienza a 360° tanto da ispirare la voglia in alcuni di tornarci anche solo per partecipare alla meditazione settimanale (tutti i giovedi sera) ... se non è un miracolo questo (di questi tempi).

04