Il #Tweet dell' #Assiolo #riflessioni #BP

“Eccomi qua accampato accanto ad un torrente che scorre tra colline ricoperte di boschi. Sono quasi le 10 del mattino. Mi sono alzato alle 5 ed in queste cinque ore non ho fatto che lavorare, anche se non si tratta che di piccoli lavori di campo. C’era d’accendere il fuoco e da fare il caffè e le gallette. Quindi da preparar l’acqua calda e da strofinar con la sabbia gli utensili da cucina; da raccogliere la legna per la giornata (sia legna piccola per accendere il fuoco che grossa per far la brace); una nuova barra trasversale portaoggetti e nuovi ganci per pentole dovevano esser tagliati e tirati a pulimento; c’era da tagliare e fabbricare un paio di molle per il fuoco e una scopa per pulire il terreno del campo. I letti dovevano esser messi all’aria e quindi ripiegati; c’era da dare il grasso ai mocassini; da spazzare il terreno da campo e bruciare la spazzatura; da sventrare e lavare la trota. Infine, mi son fatto la barba e ho preso un bagno; ed eccomi qua, pronto al lavoro della giornata, quale esso sia. Ma ci son volute cinque ore per far tutto ciò.

Il mio compagno si è recato ieri al villaggio più vicino e tornerà oggi con le nostre lettere e le provviste. Mi troverà che sto pescando o disegnando e raccogliendo more per il nostro “dolce” di frutta cotta per la cena. E troverà anche il campo ripulito e rifinito, il fuoco sistemato e pronto per essere acceso, pentole e stoviglie a posto e pronte all’uso, il cibo a portata di mano.

Può darsi che più tardi nella giornata smontiamo le tende e riprendiamo il viaggio, per scoprire ancora meglio le bellezze di questa regione, mentre zaino in spalla cerchiamo il prossimo bel posto dove accamparci. Quindi c’è tutto il lavoro di piantare le tende, procurarsi l’acqua e la legna da ardere, cucinare il cibo e rendere il campo comodo. Tutta una serie di lavori da niente, ma presi nel loro insieme sono importanti. All’adulto essi forniscono uno svago e danno soddisfazione, mentre al ragazzo arrecano gioia ed esperienza, gli insegnano a trarsi d’impaccio, a badare a se stesso e a pensare agli altri, tramite l’eccellente disciplina della vita al campo e l’abitudine a dover fare da solo la cosa giusta.

Le attività del campo non lasciano tempo per la pigrizia, né posto per gli sfaticati. Ma c’è una bella differenza con la vita di una tendopoli, dove le provviste sono inviate dai fornitori e cotte e servite da personale remunerato e i ragazzi restano imbracati e fanno solo ciò che si ordina di fare.” 

(B.-P., da “Headquarters Gazette”, settembre 1911”)

 

La sera del 9 febbraio, nel partecipare all’incontro zonale di formazione sulla comunicazione ai tempi dei social network, mi tornava alla mente questa pagina di B.-P. . Non è una delle più ricordate, non ha un numero di caratteri adatto a WhatsApp od a Twitter. Ed è molto lontano dalla “velocità” del nostro tempo. Sarà anche per quello che  stimolava la mia riflessione: tutto corre e noi corriamo. 

Il parlare di social network, il parlarne in particolare con un taglio educativo, spesso  rischia – pensavo  l’altro giorno – di parlare del loro utilizzo, dei rischi, dei mille esempi strampalati che vengono sempre fuori ma non, propriamente, di TEMPO. 

Il tempo …  Cos’è il tempo, innanzitutto per noi?  Educhiamo e ci educhiamo “al tempo”?

A rileggerla, a me ed ai miei limiti, questa domanda fa quasi spavento. Quali “tempi” per comunicare? Quali tempi per parlare, per (soprattutto) stare in ascolto, degli altri e di noi stessi?

In Comunità Capi? Incontri veloci, lunghi, lunghissimi … Rincorrendo il calendario, rincorrendo il tempo. E’ difficile darceli, i tempi giusti. Ci si lamenta del tempo, si maledice anche, il tempo.  La buona programmazione, amica del tempo (per quanto lui non abbia amici, va avanti anche da solo), può darci una mano? A trovare un tempo per noi, un tempo per la nostra formazione, riposo, attività … Un tempo “educato ed educante”?

Il tempo … Mi chiedevo l’altra sera quanto talvolta “infarciamo” le nostre giornate Scout di attività: sveglia-ginnastica-colazione-alzabandiera-preghiera-ispezione-attività-grandegioco-cambusa-garadicucina-attività-percorsohébert-doccia-ammainabandiera-cambusa-cena-fuoco-di-bivacco-preghiera-signor-tra-le-tende-schierati-buonanotte-doman-ci-rivedrem-che-è-già-l’una-lallallalallallalla-banditi-al-campo-rapiscono-un-aiuto-capo-ma-chi-se-frega-dell’aiuto-capo-ho-sonno-no-ti-devi-alzare-lo-stesso-gioconotturno-con-scarpe-slegate-feriti-nel-bosco-infermeria-crollomattutinodefinitivo-svegliatardi-ginnastica-che-voglia-cambusa-colazione ….

Il tempo … Un’Uscita nello spiazzo, accanto ad un bosco che non vediamo, perché rimaniamo nello spiazzo trentadue ore : gavetta-fornellino-sugo-pronto-chi-parla-dopo-cena-discussione-sui-valori-come-in-riunione-che-palle-la-riunione-seduti-riflessione-coraggio-ci-olliri-sono-le-due-del-mattino …  Vicino, ma chissà dove, un assiolo che si fa sentire, nel vento.  Fermarsi ad ascoltare. Chiudere gli occhi e andare: assiolo-cielo-profumi-da-sentire-da-ascoltare-deserto-tempo-per-pensare-respiro-profondo-scelte-chiudere-gli-occhi-staccare-tutto-in-cima-la-notte-riposo-poi-l’alba-silenzio-perché-parlare-non-parlare- preghiera-silenziosa-anche-quella-musica-ma-dentro-di-me-celebrazione-creato-tempo.

Il tempo … Essere Uomini e Donne del nostro tempo. Quale? E  se si scommettesse appena, anche sulla lentezza? Motivata. La lentezza del mettere un passo dietro l’altro, piano, in salita.  La lentezza dello sparire un po’,  per esserci, anche dai social. Sarebbe provocazione. Buona . Sarebbe  creare insieme percorsi che spiazzano, interrogano,  fanno uscire dalla rete, rimanendovi, ma liberandosi un poco, contorcendosi, anzi “controcendosi”, andando cioè un tantino controcorrente, interrogandoci. 

Il tempo …

Se ce la faccio, se ho tempo, propongo in Comunità Capi di parlarne. Invio un messaggio su WhatsApp, nel gruppo, quello serio dei due. Lo dice anche il Qoelet che c’è un tempo per tutto, no? E questa volta lo scrivo nel gruppo serio, che fa figo … Ed un’ Uscita di Com. Capi. Lasciamo i telefoni spenti, sopra un masso. E ci disperdiamo nel bosco. E facciamo un’attività di quelle dove si suda, su quanto corriamo, nelle nostre giornate, nelle nostre attività, sull’importanza del programmare. D’esser Capi del nostro tempo, coi nostri tempi. Col rispetto, dei tempi. Nostri e dei ragazzi.  Cercando strade, sentieri poco battuti. Perdendoci anche. Per educare al tempo, in questi tempi.  

Educatore a tempo ? Mi giro un attimo e scopro che la mia primogenita sta per compiere 25 anni. Tempo … 

Cosa frulla nella testa di un capo che partecipa ad un momento di formazione permanente? Io sento di non aver perso tempo, l’altro giorno. Voi avete il tempo di rifarvi, alla prossima occasione, se non c’eravate. L’assiolo non l’ho poi visto, lunedì notte, ma ho riflettuto. L’ho ascoltato e fatto anche una bella passeggiata nel bosco, in certi momenti. Non credo di aver perso tempo.

Buona Strada, buon tempo

 

Maurizio