Dal Sito AGESCI Emilia Romagna: Scout e terremoto, diario del 31 maggio

Dalla zona di Bologna

Questa seconda ondata sismica ha colpito pesantemente anche la provincia di Bologna, nelle aree che fanno capo all’abitato di Crevalcore, il cui centro storico è stato chiuso.

Su due piedi è stato necessario dare ricovero a circa 800 persone.

È stato montato un campo di tende e l’esercito ha messo a disposizione un treno con posti letto. Molti si sono arrangiati come hanno potuto dormendo in macchina o in ricoveri presso le proprie abitazioni. Gli sfollati qui ammonterebbero a circa 3000 persone.

Fin dal primo momento la squadra Agesci di protezione civile di Bologna è stata sul posto e ha partecipato all’allestimento del campo. In pianta stabile ora si sta occupando delle mansioni di segreteria del campo insieme a Valerio Temporin della squadra attivata da Ravenna.

Il fatto che ci abbiano assegnato questo compito è un ennesimo attestato di stima e fiducia in quanto è una mansione chiave nell’organizzazione del campo e richiede gente pronta e capace di interpretare tutte le problematiche e situazioni.

Riportiamo di seguito un aggiornamento delle squadre impegnate finora, come comunicate da Giampaolo, incaricato Agesci protezione civile di Bologna:

- Bomporto settimana scorsa: Bo4, Sasso 1, Bo 13 ,Bo1, Bo2

- Mirandola: Bo 8; Bo 15, Bo2, Villanova 1

- Crevalcore: Castel San Pietro: 1, Bo 16

Prossime in partenza sabato (Mirandola e Crevalcore): Bo 10, Castelmaggiore 1,  Bo13, Pieve di Cento 1, Bo1, Sasso 1, Bo 15, Bo 5, Casalecchio 1, Bo 6.

 

Dalla zona di Modena

I nuovi disagi si sono aggiunti ai precedenti. La situazione di equilibrio che si era costruita dopo il primo sisma è di colpo precipitata con pesanti nuove conseguenze. Particolarmente colpita è Cavezzo dove il 75% delle abitazioni è dichiarato inagibile. Qui è presente il gruppo scout Cavezzo 1 che si è subito prodigato per aiutare gli altri nonostante vivesse in prima persona lo stesso dramma. Gli scout del gruppi conoscevano alcune delle vittime. Nell’emergenza le persone hanno trovato ricovero nell’asilo nido e successivamente In zona è stata allestita una nuova tendopoli.

È stato potenziato l’aiuto degli scout in tutto il basso modenese e nella giornata di ieri sono state attivate circa 40 ulteriori unità. Le mansioni sono quelle della prima ora: collaborazione nel montaggio dei campi, assistenza alle persone, un sorriso..

A Bomporto prosegue il servizio di assistenza e animazione dei bambini del Campo.

A Camposanto la situazione è critica e la palestra si è ulteriormente riempita di nuovi sfollati e ciò determina possibili rischi sanitari.

Nicola, responsabile di zona di Modena, mi racconta che ieri mattina presto era al CCS con gli altri volontari attivati. Per prima cosa li hanno mandati a recuperare 800 panini da portare alla squadra con destinazione san Felice e poi sono andati sui luoghi ad allestire un campo a San Prospero. Sul posto hanno prestato assistenza alle persone ricoverate nella struttura vicino ai campi sportivi, in attesa dell’arrivo delle tende da montare. L’arrivo ha tardato ed è stato necessario preparare il campo sportivo con stabilizzato, per cui a mezzanotte sono rientrati. L’allestimento del campo è poi avvenuto nella notte.

Raggiungo al telefono Raffaella, capo del Cavezzo 1 e IRO Agesci regionale (Incaricata Organizzazione regionale). Mi racconta della situazione attuale. “è tristissimo guardarsi attorno e non riconoscere più il proprio paese”. “Noi stiamo bene, i morti sono tutte persone che stavano lavorando e che hanno perso la vita mentre facevano il proprio dovere”. Mi racconta che nel dramma “è bello riscoprire valori di solidarietà e fare comunità e, assieme, esorcizzare le paure”. Mi dice che ci sono scosse in continuazione, che la tensione è tanta “a momenti si ride e a momenti ti vengono le lacrime agli occhi”. Le chiedo dove dorme e mi dice in macchina perché la sua tenda l’ha prestata a chi ne aveva bisogno. Tutti i giardini del paese sono pieni di tende colorate. Si ricreano rapporti di vicinato. “C’è una bellissima gara di solidarietà e tutti si aiutano, chi ha qualcosa lo condivide”. Nella difficoltà questo senso di vicinanza è fondamentale. La comunità è forte. Le persone se possono arrangiarsi preferiscono stare vicino alle proprie case, anche per non gravare sulla protezione civile. Propongo a Rafaella di venire a dormire a casa mia. Mi dice: “preferisco restare qui, vicino al mio gruppo e nel mio paese… se posso chiedervi qualcosa è un pensiero e di pregare per la nostra tranquillità”.

 

Dalla zona di Carpi

Mirandola è stata duramente colpita anche dal crollo di fabbriche. I nostri capi scout, in servizio presso la tendopoli del campo “Friuli”, ci raccontano che il nuovo sisma li ha sorpresi proprio mentre stavano facendo attività di animazione con i bambini. In poco tempo si è scatenato il panico assoluto. Era un continuo susseguirsi di ambulanze a sirena spiegata. Nessuna notizia arrivava. Nessun modo di mettersi in contatto. I cellulari e anche molte linee fisse erano mute. I nostri si sono ritrovati a gestire una vera e propria emergenza psicologica e a supportare adulti e bambini. Sono stati istituiti dei ponti radio per la gestione del coordinamento emergenza.

Telefono a Michele, capo gruppo del Medolla 1, per chiedergli un aggiornamento sulla situazione che, come  ho potuto personalmente riscontrare sabato scorso, era già molto complessa.

“A Medolla la situazione è drammatica, nessuno dorme in casa, hanno allestito un nuovo campo di tende (campo “Molise”) dove hanno anche trasferito le persone che dormivano in palestra che nel frattempo è diventata inagibile”. Nessuna struttura pubblica è agibile. Nonostante essi stessi e i loro famigliari si trovino in condizioni di dovere essere aiutati, il gruppo non ha smesso di dare il proprio contributo nei campi di tende e di stare vicino alle persone. Michele è provato, con l’ultima scossa ha perso un amico. “Ovunque ti giri c’è bisogno e a breve la squadra scout di Ravenna finisce il turno”. Le sedi scout sono tutte inagibili e il magazzino assolutamente irraggiungibile. “Stateci vicini” mi dice… e certamente lo faremo.

 

Dalla zona di Ferrara

Hanno sentito forte il boato, ma i danni fortunatamente sono stati molto pochi, solo tanta paura. Hanno avuto richieste di tende, ma non se la sono sentita di dare quelle di squadriglia (anche per un problema di igiene e pulizia) dirottando le richieste alla protezione civile.

La Zona piccola e comunque diversi capi sono stati impegnati. Attualmente mantengono una squadra di tre persone presso Finale Emilia.

 

Dalla zona di Reggio Emilia

Anche la zona di Reggio Emilia è duramente colpita nelle frazioni di Reggiolo e Luzzara, con i centri storici chiusi.

Molti gruppi della zona si sono attivati nelle prime fasi per dare supporto alla popolazione.

Abbiamo notizie del gruppo di Guastalla che fin da subito ha aiutato la protezione civile e croce rossa nel montaggio della tendopoli a Reggiolo (dove era necessario dare ricovero a circa 800 sfollati). Il gruppo di Scandiano, sempre a Reggiolo, ha montato le proprie tende per ospitare nella prima emergenza alcuni sfollati, in parte successivamente trasferiti nei campi strutturati della protezione civile. Il gruppo del Reggio 2 è stato invece presente a Finale Emilia.

Nelle prime fasi dell’emergenza il supporto offerto è stato soprattutto logistico legato all’allestimento dei campi e accompagnamento persone.

a cura dell'Incaricato alla Comunicazione dell'Emilia Romagna