Dal Sito dell'AGESCI Emilia Romagna: Scout e terremoto - diario del 4 giugno

LUTTO NAZIONALE E VEGLIA A MODENA - Oggi è giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto. Nella veglia che celebreremo questa sera a Modena (alle ore 21 presso la parrocchia di Gesù Redentore in viale Leonardo da Vinci 270) ricorderemo nella preghiera le persone decedute, le loro famiglie, gli amici e tutti quelli che continuano a vivere nel disagio e nell’angoscia. Ricorderemo Enea Grilli, il papà di Andrea, Maestro dei Novizi di Mirandola, don Ivan Martini, ex assistente scout alla branca RS. La comunità si ritrova unita nella preghiera.

Guardando con occhi di speranza, in mezzo a tanto dolore si trovano numerosi segni di bene e di redenzione. Ho bisogno di un annuncio della “buona notizia” e lo trovo nel fiorire di solidarietà, assistenza e aiuto. Si creano legami, relazioni positive. Si riscopre la gratuità del donarsi. Si è tutti fratelli.

SOPRALLUOGO A CREVALCORE, CAVEZZO E MEDOLLA – Ieri con Giampaolo, inc. Agesci protezione civile di Bologna, abbiamo fatto un sopralluogo a Crevalcore, Cavezzo e Medolla. In serata è arrivata la notizia di un’altra scossa fortissima… era nell’aria.

A Crevalcore, da martedì, si turna una squadra Agesci della protezione civile di Bologna, l’impegno in queste prime fasi è stato il supporto alla logistica: dall’aiuto iniziale per l’insediamento della tendopoli, alla segreteria del campo. Hanno gestito gli ingressi, censito domande richiedenti, accompagnato gli ospiti in tenda. Attualmente verificano e tengono monitorate le presenze. A Crevalcore gli scout hanno anche organizzato il magazzino con i diversi aiuti raccolti e inventariato tutto. Nonostante le mansioni logistiche, fra un servizio e l’altro, i nostri capi hanno comunque speso tempo per stare con adulti e con i bambini, in particolare quelli più vivaci che si lasciavano poco coinvolgere dalle attività di animazione gestite dagli animatori di Estate ragazzi. Al mio ingresso al campo sono stato infatti subito “controllato e preso in carico” da uno di questi ragazzini che prendeva molto seriamente il proprio compito, che era anche quello di assegnare il posto dove montare l’eventuale tendino. Mi ha fatto piacere. Penso a Don Milani e a come si possa effettivamente coinvolgere positivamente i ragazzi “difficili” dandogli uno scopo e dimostrandogli fiducia sincera.

A Cavezzo incontro Raffaella (Incaricata Organizzazione Regionale) che da subito si è fatta in quattro per aiutare le persone in difficoltà. Il suo garage di casa è diventato il magazzino aiuti Caritas. Raccolgono materiale, cibo e lo distribuiscono a tutti, con l’aiuto di scout e amici. A Cavezzo nessuno dorme in casa. Non ci sono negozi aperti. Non vanno i bancomat. Per ritrovare una vita normale è necessario spostarsi di una quindicina di km. Mi mostra la sua nuova casa in un insieme di tende dove si ripropongono relazioni di vicinato, di aiuto e condivisione di tutto. Mi porta a vedere la sede del gruppo: completamente inagibile. Nel percorso vediamo diverse case con lesioni importanti e altre completamente inagibili, già fatte crollare. Il paese ha perso la sua fisionomia. C’è un’atmosfera surreale. È una bellissima giornata e l’aria è colma del profumo dei tigli in fiore. Raffaella mi dice che nella sua memoria di ragazzina questo odore ricorda un momento bello, la fine della scuola e l’inizio dell’estate. Quella scuola forse oggi è finita per sempre, come anche la chiesa che stava per compiere 100 anni. Tutte inagibili e quasi certamente non recuperabili.

A Medolla incontro Michele, capo gruppo del Medolla 1 i cui capi sono stati coinvolti già il giorno 20. “Alle 5 di mattina del 20 maggio ci siamo ritrovati in piazza e poco dopo ci siamo messi a montare una tensostruttura del Comune. Alle 6.30 avevamo finito e abbiamo cominciato a lavorare nella palestra dove affluivano i primi sfollati”. A gestire quella palestra, con circa 60 ospiti, ci sono stati poi fino alla fine, fino a quando la stessa è stata dichiarata inagibile con la seconda scossa, insieme alla squadra Agesci protezione civile di Ravenna a cui si sono molto legati. A Medolla vediamo il campo della colonna mobile del Molise. Attualmente i capi di Medolla stanno mettendo in piedi tre progetti: animazione bambini in una tenda ludoteca aperta tutto il giorno, teatro e incontro con anziani. Nel campo Molise è presente anche una squadra di capi Agesci della Romagna di Faenza e Ravenna. Ai pasti tutti sono sempre tutti presenti per aiutare. Li incontriamo a fine turno, tirano il fiato e si rifocillano con le ciliegie che gli hanno portato altri fratelli scout venuti da Vignola. La pausa è subito interrotta. Arriva un signore anziano che chiede una mano per montare una tenda. Pronti si parte.

Ogni volta che incontro i capi di Medolla rimango impressionato dal fatto che pur essendo loro stessi sfollati, con parenti, nonni in situazioni di forte disagio, trovino comunque la forza di essere presenti in questo modo. Alcune famiglie dei loro ragazzi scout hanno perso tutto: casa e azienda in cui lavoravano. Tutto. Anche a Medolla nessuno dorme in casa. La paura è tanta. Se arriva la scossa c’è il panico. Se non arriva, cresce la paura che si stia raccogliendo troppa energia nel sottosuolo e che si sprigioni tutta assieme.

Michele mi racconta che quando c’è stata la scossa del 29 maggio era per strada. “La forza era così tanta che non riuscivamo a stare in piedi e ci siamo aggrappati. L’asfalto si muoveva come se ondeggiasse”. Poco dopo che ero partito scherzando mi manda un sms dicendo che per 15 minuti me ne sono persa una. Quella successiva di ieri sera (3 giugno) invece ha fatto paura.

a cura dell’Incaricato alla Comunicazione dell'Agesci Emilia Romagna